"Non posso, non posso, Mablung?" gridò Túrin. "E perché no! Perché, vedi, io sono cieco. Non lo sapevi? Cieco, cieco, fin dall’infanzia brancolo nella nebbia scura di Morgoth! E quindi lasciami! Vattene, vattene, torna nel Doriath, e che l’inverno lo inaridisca. Maledizione a Menegroth! E maledetta la tua cerca! Solo questo mancava. Ora scende la notte!"
"I miei dubbi sono troppo grandi perché io possa decidere. Prepararsi o non fare nulla? Essere pronti per la guerra, che è ancora solo una congettura: addestrare artigiani ed agricoltori a spargere sangue e combattere mentre siamo ancora in pace: armare avidi capitani che ameranno solo le conquiste, e contare i morti per la loro gloria? Diranno ad Eru: Almeno i tuoi nemici erano tra di loro? Oppure restare a guardare mentre gli amici muoiono ingiustamente: permettere che si viva in una falsa pace finché i predoni saranno alla nostra porta? Che faranno allora: combatteranno a mani nude contro le spade e moriranno inutilmente, o fuggiranno lasciandosi alle spalle le grida delle donne? Diranno ad Eru: almeno non ho versato sangue? Quando ogni strada conduce al male, a che vale scegliere?"
