La mamma dei Cinque Eserciti

Premessa: come già il film precedente, questo col libro non c’entra un’azza. Ma non è certo questo il principale difetto. E’ mal fatto, con numerose idiozie di sceneggiatura, elementi non chiariti etc. etc

E s’inizia con la scena a Pontelagolungo: se non fosse per la solita neozelandata della freccia, sarebbe discreta.  Oddio, Smaug che, sempre più seccato, continua a fare passaggi “in bianco” sopra la città perché sotto di lui, logorroici, non hanno ancora finito lo spiegone è un po’ triste. Ma son dettagli. Poi, pure lui, invece di incenerire Bard, parte con un pistolotto che ha l’unico scopo di far si che anche lo spettatore esulti quando Bard gli fa chiudere (permanentemente) la ciabatta

Nani ed elfi si separano:  la scena “harmony” tra Tauriel e Fili è a livello di telenovela di serie c doppiata male – i dialoghi tra i due personaggi rimarranno sempre di livello inferiore alle frasi scartate dalla Perugina perché “troppo stucchevoli, perfino per i “Baci”.
Appunto finale: perché i sopravvissuti alla distruzione della città, in inverno, vanno a cercar riparo in mezzo a un deserto? E perché una città che si chiama “Dale” (valle) sta su un montarozzo?
Mah. SceMeggiatori

Passiamo poi alla battaglia di Dol Guldur: una cosa che mette i brividi. Elrond-ninja, il ritorno di GaladrHulk e Saruman che, dopo che la Verdona ha scacciato Sauron, esclama “lasciatelo a me”. Della serie “ se non mi tenevate lo riempivo di mazzate”?
Rabbrividiamo.

E passiamo dai Nani. Dain è un imbecille con una testa di titanio pieno, data la resistenza Probabilmente perché sua mamma lo amava. La mamma di Thorin forse lo amava meno, perché lui impazzisce. E’ una malattia (Eccesso di stronzio? ) che lo rende attaccato al sssuo tessssooooroo. E gli altri che crepino.

E gli altri per crepare fanno il possibile. A parte andare a cercar rifugio in un deserto, decidono di menarsi tra Elfi (e Uomini) contro Nani (dotati di lunghe lance – no, non pensate a Cinzia: quelle sono le elfe) per ripensarci all’ultimo e decidere per un più convenzionale “Uomini, Elfi, Nani ( + 1 Hobbit + 1 mutaforma) e le aquile vs goblin, orchi, mangiaterra, vampiri e troll assortiti. Insomma, rimaniamo sul classico, un po’ come “scapoli – ammogliati”.
Sorvoliamo (come elfi sui nani) sulla “missione” di Legolas e Tauriel a Gundabad (utile grossomodo come un paio di doposci nel deserto) e sul fatto che Gundabad sembra essere a massimo 200 metri da Erebor, visto i tempi di percorrenza trascurabili tra i due luoghi, anche per eserciti appiedati.

E inizia la mega-battaglia, con un fottiglione di nani (e una maiala) più gli elfi e l’alce di Thingol (ok, sciolto il dubbio del primo film: non è “Rudolph la renna” ma un alce ignoto) contro preponderanti forze orchesche. I nostri sono alle strette e stanno ripiegando, per ridurre la lunghezza del fronte, quando ecco suonare la carica. I nostri si aspettano quantomeno tutto il settimo cavalleggeri, mentre appaiono tredici nani (più alcune capre corazzate prestate loro da Peter e Heidi  all’insaputa del Nonno). Devono essere dei turbonani perchè la loro semplice presenza riequilibra le sorti della battaglia. Ma “riequilibrare” non basta. Per vincere una ardita pattuglia di nani rocciatori, dotati di blindo-stambecchi si inerpica sulla cima ove Azog ha installato il suo quartier generale. L’ardito plotone di alpin … ehm Nani (probabilmente sorretti dall’amore delle loro madri) riportano una vittoria (quasi) completa.

Ma il saggio Gandalf avverte. “E’ tutto un inganno!”.
“Me lo dovevi dire prima che pijavo il biglietto”, gli rispondo sottovoce.

Eh si, perché un secondo esercito di orchi/goblin/quelcheè si sta per abbattere sui nostri. Fa fermato!1! Per fermare l’intero secondo esercito partono una mezza dozzina di Nani. . Kili e Fili, malgrado la presenza di “Legolas sniper” e Tauriel tornati dal Gundabad sono in grave pericolo. Legolas, come già nelle Due Torri, è capace di colpire un orchetto al buio, a venti leghe di distanza e stando su un piede solo cantando Yodel. ma non riesce a colpire IL bersaglio principale (ricordate? Al Fosso di Helm aveva clamorosamente mancato Ben Cross travestito da orco; questa volta Bolg(?)) che sta sfacendo a mazzate Fili, Kili e Tauriel. Tauriel sopravvive (peccato), gli altri due no. Intanto Azog e Thorin provano il loro numero per “Holiday on ice”. Azog, fine stratega e tattico innovatore, combatte su ghiaccio tirando un megapietrone incatenato. Dovrebbe slittare all’indietro, ma le leggi della fisica son state sospese, non solo per Legolas. Il numero dei due va avanti abbastanza bene, ma dopo la caduta di Azog sotto il ghiaccio è chiaro che non è ancora finita. Infatti Thorin fa l’impossibile per farsi ammazzare, seguendo passo passo il “cadavere” del suo nemico, aspettando pazientemente che si riprenda e lo fiocini nel piedone. I due si guardano morenti ma un soprassalto di pudicizia evita che si bacino con calore. Ma “arrivano le aquile” e salvano la battaglia persa. Il secondo esercito, paventato da Gandalf, non si palesa, malgrado tutti i “difensori” siano stati annientati.

La scena della morte di Thorin con Bilbo presente è un ottimo esempio di “sprecare una scena perfetta già scritta”. Abbiamo poi un’inutile scena tra Thranduil e Legolas (che se ne va: dove? perché? a cercare uno che non esiste (Grampasso, come soprannome, non è ancora stato dato, sceMeggiatori!)) in cui Thranduil informa Legolas che sua madre (moglie di Thranduil) lo amava – segue telegramma urgente all’opinionista di 6 1 0.
Poi arriva un duetto Thranduil Tauriel, che ci prova che i dialoghisti possono fare peggio dei duetti mielosi di cui accennavo all’inizio, con delle frasi da studio dentistico: “Mi fa male, levalo!” “Ti fa male perché è vero”. Stanno parlando di un dente cariato di Tauriel? Magari! No, parlano del suo amore per il nano ormai trapassato.

Indi Bilbo se ne va alla sveltina da Erebor dopo un rapido saluto. Parte a cavallo, con Gandalf (anche lui a cavallo) ma senza forziere. Arriva l’istante dopo ai confini della Contea (vicino alla dogana vecchia) senza cavallo ma con un forziere e quelle che potrebbero essere bisacce di preziosi. Stendiamo un velo pietroso su quello che gli dice Gandalf, e arriviamo all’asta e alla fine.

Io avrei preferito “finisse” a Erebor, pur di vedere il funerale di Thorin e l’insediamento di Dain. E magari Dain (o Bilbo) dare le gemme a Thranduil.

E Beorn, direte voi? Lanciatosi da un’aquila a bassa quota, si trasforma “a la Actarus” mentre è in aria e atterra orso incazzato. Ha il tempo per dare forse cinque zampate e poi sparisce. Morto? Preso prigioniero? Boh. E Tauriel? Sopravvive alla battaglia e non ne sappiam più nulla. Sarà tornata piangente da mammà? E Dain? E Bard? Non si sa. Ma le loro mamme li amavano? Non si sa.
E io, perché ho speso 11 euro per un film a cui mancano i pezzi? Non si sa nemmeno questo

2 risposte a “La mamma dei Cinque Eserciti”

  1. 11 euro? L’hai visto al cinema in 3D con proiettori 5K, o era il dvd/blu-ray acquistato a basso prezzo? xD
    Comunque sia, caro Nobert (non ho voglia di uscire da qua per controllare il tuo nome, quindi spero di aver azzeccato), non condivido chiaramente le posizioni intellettuali relative al progetto, chiaro; ognuno ha la sua, ognuno la vede a modo suo, ed ognuno la pensa diversamente…
    A me, nel complesso, indipendentemente da quanto sia stato spettacolarizzato, cinematograficizzato, liberamente diversificato e “deviato” in termini intellettuali dalla fonte, è piaciuto.
    Penso che il vero film sul Lo Hobbit debba ancora essere fatto, ma di questo mi accontento…nell’attesa di un reboot, fatto come Dio comanda.

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