In che ordine leggere le opere di Tolkien?

Premesso che non c’è una risposta univoca adatta a qualunque lettore, personalmente suggerisco di leggere le opere di Tolkien (meglio se il testo originale inglese) nell’ordine di pubblicazione: pertanto Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e il Silmarillion.
Dopo aver letto questi tre, immagino che il lettore conosca un po’ meglio la Terra di Mezzo di Tolkien e possa autonomamente scegliere come proseguire.

Fornisco ora alcuni spunti di riflessione sul perché scegliere (o non scegliere) come prima lettura ognuno dei tre testi citati:
Lo Hobbit: agile e leggero (circa300 pagine), nasce come “fiaba della buonanotte” dei figli di Tolkien; ha per me il solo rischio di apparire troppo “leggero” al lettore che si avvicini al testo magari avendo letto Signore degli Anelli o avendo visto l’omonima trilogia cinematografica di Jackson;
Il Signore degli Anelli: è il capolavoro di Tolkien che gli ha dato fama in tutto il mondo. Potrebbe essere uno splendido libro per approcciarsi a Tolkien; ma la mole (circa 1500 pagine) potrebbe spaventare un lettore poco esperto; inoltre c’è chi ha trovato difficile superare il Prologo e i primi capitoli, ritenuti “troppo lenti”;
Il Silmarillion: opera postuma del professore oxoniense, è una sorta di “bibbia degli elfi”: inizia con la creazione dell’universo e continua con racconti “prima della storia”, delle guerre degli elfi contro Morgoth nella Prima Era e tanto altro. Un testo meraviglioso ma non facile, a tratti quasi troppo asciutto. Pertanto, lo sconsiglio a chi non apprezzi già Tolkien e voglia sapere di più sul mondo che ha creato

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