Aragorn a Edoras: una supercazzola?

Il titolo è scanzonato, ma l’interrogativo è serio.

Come mai Aragorn si impunta nel non voler lasciare la spada alla soglia della reggia di re Theodern?

Un motivo “fuori della storia” potrebbe essere che Tolkien volesse citare, modificandola da par suo, l’analoga scena del Beowulf.
“All’interno della storia” un motivo c’è. Come spiega lo stesso Aragorn, avrebbe immediatamente assecondato la richiesta del padrone di casa se avesse avuto una spada altra da Anduril: una spada antichissima (3500 anni, circa), la spada che era stata di Elendil suo avo, un antico cimelio della sua famiglia, un simbolo della sua regalità come erede al trono di Gondor, una spada temuta anche da Sauron. Infine è possibile non si fidasse molto della corte di Edoras “in mano a Vermilinguo” e temesse trafugassero la sua spada. Quindi buone ragioni ne avrebbe avute.

Però è stato pronto a inseguire i rapitori di Merry e Pipino a rischio di perdere la vita (oltre che la spada) in un combattimento tre contro cento. Inoltre Gandalf lascia la sua spada – ben più antica di Narsil/Anduril perché appartenuta al re di Gondor – senza batter ciglio.

Nel suo libro “Aragorn, J.R.R. Tolkien’s Undervalued Hero” Angela P. Nicholas ipotizza che Aragorn faccia una “messa in scena” (la supercazzola del titolo) per poi rendere più facile ad Hama il violare gli ordini e ammettere Gandalf **col bastone**, con il quale (ma sospetto non solo grazie al quale) Gandalf libera Theodern dagli influssi di Grima. Io concordo con questa ipotesi, che mi rende finalmente comprensibile l’apparentemente inconcepibile (per me) scatto di orgoglio di Aragorn

E voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti!

Cosa ne penso di … Il libro: “Aragorn, J.R.R. Tolkien’s Undervalued Hero” di Angela P. Nicholas

Lo considero un buon libro – diciamo 7,5-8 su 10

Concordo completamente con Christina Scull che, nell’introduzione (Foreword) al libro scrive:

“It is not that she reveals unknown facs or makes some new interpretation, but rather, in an admirarly readable and through manner, by means of a careful and detailed analysis of Tolkien’s text as it relates to Aragorn, his interacrion with others, and his response to events, she uncover aspectsof the character which may not be immediately apparent to readers.”

Non sono d’accordo con tutte le sue affermazioni – ma mi pare di essere in disaccordo su piccolezze – ma sottolineo come tutte le sue deduzioni e analisi sono basate sul testo di Tolkien. Inoltre è un libro che da da riflettere sui passi di Tolkien: il che è sempre un bene, per me.

Inoltre, nel complesso, è facile non notare sotto quanta costante pressione sia Aragorn nel libro, come metta sempre davanti il benessere degli altri al proprio (pensiamo a quando, dopo la battaglia davanti a Minas Tirith va a curare Faramir, Eowyn e Meriadoc, senza nemmeno mangiare un boccone o riposarsi un paio d’ore), quando anteponga il bene comune al suo legittimo desiderio di diventare re di Arnor e Gondor e sposare Arwen.

Infine come dimenticare l’importanza del suo aver costantemente “attratto” fuori da Mordor l’attenzione di Sauron rendendolo “cieco” alla presenza di intrusi (Frodo & Sam) proprio a un passo da Barad Dur?

Dialoghi dentistici (dal film: ‘La battaglia dei cinque eserciti’)

Tauriel : Se questo è amore, io non lo voglio. Toglimelo. Perché fa così male?
Thranduil: Perché è reale.

Ho sempre pensato che, al posto della parola amore avrebbe avuto più senso la parola dente. E la risposta di Thranduil sarebbe stata oltretutto ineccepibile: se fosse stato un dente finto non avrebbe fatto male: fa male perché è un dente vero, non devitalizzato.

Però, come mi è stato fatto notare, la frase ha senso anche se sostituiamo amore con enorme schwanzstucker
🙂

La mamma dei Cinque Eserciti

Premessa: come già il film precedente, questo col libro non c’entra un’azza. Ma non è certo questo il principale difetto. E’ mal fatto, con numerose idiozie di sceneggiatura, elementi non chiariti etc. etc

E s’inizia con la scena a Pontelagolungo: se non fosse per la solita neozelandata della freccia, sarebbe discreta.  Oddio, Smaug che, sempre più seccato, continua a fare passaggi “in bianco” sopra la città perché sotto di lui, logorroici, non hanno ancora finito lo spiegone è un po’ triste. Ma son dettagli. Poi, pure lui, invece di incenerire Bard, parte con un pistolotto che ha l’unico scopo di far si che anche lo spettatore esulti quando Bard gli fa chiudere (permanentemente) la ciabatta

Nani ed elfi si separano:  la scena “harmony” tra Tauriel e Fili è a livello di telenovela di serie c doppiata male – i dialoghi tra i due personaggi rimarranno sempre di livello inferiore alle frasi scartate dalla Perugina perché “troppo stucchevoli, perfino per i “Baci”.
Appunto finale: perché i sopravvissuti alla distruzione della città, in inverno, vanno a cercar riparo in mezzo a un deserto? E perché una città che si chiama “Dale” (valle) sta su un montarozzo?
Mah. SceMeggiatori

Passiamo poi alla battaglia di Dol Guldur: una cosa che mette i brividi. Elrond-ninja, il ritorno di GaladrHulk e Saruman che, dopo che la Verdona ha scacciato Sauron, esclama “lasciatelo a me”. Della serie “ se non mi tenevate lo riempivo di mazzate”?
Rabbrividiamo.

E passiamo dai Nani. Dain è un imbecille con una testa di titanio pieno, data la resistenza Probabilmente perché sua mamma lo amava. La mamma di Thorin forse lo amava meno, perché lui impazzisce. E’ una malattia (Eccesso di stronzio? ) che lo rende attaccato al sssuo tessssooooroo. E gli altri che crepino.

E gli altri per crepare fanno il possibile. A parte andare a cercar rifugio in un deserto, decidono di menarsi tra Elfi (e Uomini) contro Nani (dotati di lunghe lance – no, non pensate a Cinzia: quelle sono le elfe) per ripensarci all’ultimo e decidere per un più convenzionale “Uomini, Elfi, Nani ( + 1 Hobbit + 1 mutaforma) e le aquile vs goblin, orchi, mangiaterra, vampiri e troll assortiti. Insomma, rimaniamo sul classico, un po’ come “scapoli – ammogliati”.
Sorvoliamo (come elfi sui nani) sulla “missione” di Legolas e Tauriel a Gundabad (utile grossomodo come un paio di doposci nel deserto) e sul fatto che Gundabad sembra essere a massimo 200 metri da Erebor, visto i tempi di percorrenza trascurabili tra i due luoghi, anche per eserciti appiedati.

E inizia la mega-battaglia, con un fottiglione di nani (e una maiala) più gli elfi e l’alce di Thingol (ok, sciolto il dubbio del primo film: non è “Rudolph la renna” ma un alce ignoto) contro preponderanti forze orchesche. I nostri sono alle strette e stanno ripiegando, per ridurre la lunghezza del fronte, quando ecco suonare la carica. I nostri si aspettano quantomeno tutto il settimo cavalleggeri, mentre appaiono tredici nani (più alcune capre corazzate prestate loro da Peter e Heidi  all’insaputa del Nonno). Devono essere dei turbonani perchè la loro semplice presenza riequilibra le sorti della battaglia. Ma “riequilibrare” non basta. Per vincere una ardita pattuglia di nani rocciatori, dotati di blindo-stambecchi si inerpica sulla cima ove Azog ha installato il suo quartier generale. L’ardito plotone di alpin … ehm Nani (probabilmente sorretti dall’amore delle loro madri) riportano una vittoria (quasi) completa.

Ma il saggio Gandalf avverte. “E’ tutto un inganno!”.
“Me lo dovevi dire prima che pijavo il biglietto”, gli rispondo sottovoce.

Eh si, perché un secondo esercito di orchi/goblin/quelcheè si sta per abbattere sui nostri. Fa fermato!1! Per fermare l’intero secondo esercito partono una mezza dozzina di Nani. . Kili e Fili, malgrado la presenza di “Legolas sniper” e Tauriel tornati dal Gundabad sono in grave pericolo. Legolas, come già nelle Due Torri, è capace di colpire un orchetto al buio, a venti leghe di distanza e stando su un piede solo cantando Yodel. ma non riesce a colpire IL bersaglio principale (ricordate? Al Fosso di Helm aveva clamorosamente mancato Ben Cross travestito da orco; questa volta Bolg(?)) che sta sfacendo a mazzate Fili, Kili e Tauriel. Tauriel sopravvive (peccato), gli altri due no. Intanto Azog e Thorin provano il loro numero per “Holiday on ice”. Azog, fine stratega e tattico innovatore, combatte su ghiaccio tirando un megapietrone incatenato. Dovrebbe slittare all’indietro, ma le leggi della fisica son state sospese, non solo per Legolas. Il numero dei due va avanti abbastanza bene, ma dopo la caduta di Azog sotto il ghiaccio è chiaro che non è ancora finita. Infatti Thorin fa l’impossibile per farsi ammazzare, seguendo passo passo il “cadavere” del suo nemico, aspettando pazientemente che si riprenda e lo fiocini nel piedone. I due si guardano morenti ma un soprassalto di pudicizia evita che si bacino con calore. Ma “arrivano le aquile” e salvano la battaglia persa. Il secondo esercito, paventato da Gandalf, non si palesa, malgrado tutti i “difensori” siano stati annientati.

La scena della morte di Thorin con Bilbo presente è un ottimo esempio di “sprecare una scena perfetta già scritta”. Abbiamo poi un’inutile scena tra Thranduil e Legolas (che se ne va: dove? perché? a cercare uno che non esiste (Grampasso, come soprannome, non è ancora stato dato, sceMeggiatori!)) in cui Thranduil informa Legolas che sua madre (moglie di Thranduil) lo amava – segue telegramma urgente all’opinionista di 6 1 0.
Poi arriva un duetto Thranduil Tauriel, che ci prova che i dialoghisti possono fare peggio dei duetti mielosi di cui accennavo all’inizio, con delle frasi da studio dentistico: “Mi fa male, levalo!” “Ti fa male perché è vero”. Stanno parlando di un dente cariato di Tauriel? Magari! No, parlano del suo amore per il nano ormai trapassato.

Indi Bilbo se ne va alla sveltina da Erebor dopo un rapido saluto. Parte a cavallo, con Gandalf (anche lui a cavallo) ma senza forziere. Arriva l’istante dopo ai confini della Contea (vicino alla dogana vecchia) senza cavallo ma con un forziere e quelle che potrebbero essere bisacce di preziosi. Stendiamo un velo pietroso su quello che gli dice Gandalf, e arriviamo all’asta e alla fine.

Io avrei preferito “finisse” a Erebor, pur di vedere il funerale di Thorin e l’insediamento di Dain. E magari Dain (o Bilbo) dare le gemme a Thranduil.

E Beorn, direte voi? Lanciatosi da un’aquila a bassa quota, si trasforma “a la Actarus” mentre è in aria e atterra orso incazzato. Ha il tempo per dare forse cinque zampate e poi sparisce. Morto? Preso prigioniero? Boh. E Tauriel? Sopravvive alla battaglia e non ne sappiam più nulla. Sarà tornata piangente da mammà? E Dain? E Bard? Non si sa. Ma le loro mamme li amavano? Non si sa.
E io, perché ho speso 11 euro per un film a cui mancano i pezzi? Non si sa nemmeno questo

“La desolazione di Smaug” vista da me medesimo

La mia recensione al primo film dello Hobbit la trovate qui

Già all’inizio Brea ci viene descritta come ‘alla frontiera” della Contea, mentre è a circa un giorno di viaggio in pony. “Iniziamo male”, penso. Ma non ho il tempo di riprendermi da questo errore veniale che il flashback finisce e vediamo che i Nani sono inseguiti dagli Orchi. E questo sarà una costante di tutto, tutto, tutto il film.

Ma come hanno fatto gli orchi a “riacquisire” i Nani provvidenzialmente aviotrasportati altrove dalle Aquile? Non è noto, e io sto ormai imparando a non pormi domande sul raziocinio della sceneggiatura.

I Nani, dicevo, sono inseguiti da presso dagli orchi, e decidono di asserragliarsi nella magione di Beorn, che potrebbe essere tanto loro amico quanto loro nemico (furbi!). E chiudono fuori il padrone di casa. Che la mattina dopo è in casa. Non capisco, ma la cosa è familiare e mi tranquillizza (come direbbe Ratman). E anche questo rimarrà una costante per tutto, tutto, tutto il film.

Lasciato Beorn i nostri si avventurano per Bosco Atro, hanno una scaramuccia con i ragni e vengono imprigionati dagli Elfi di Thranduil, che abita in un open space e rivelerà, fugacemente, di essere un Visitor.
Dove sono il lungo vagare dei Nani nell’immensità di Bosco Atro, il loro soffrire la fame, il loro cercar cibo ai banchetti dei silvani? Ma come, si deve ‘allungare il brodo’ e si taglia? Mah, non capisco …

E arriviamo al primo punto della mia (prima) solenne arrabbiatura. No, non è la lovestory elfo-nanica.  Hollywoodianamente è un must. Mi sarei stupito se Tauriel si fosse invaghita di un nano-che-sembra-nano (tipo Bombur). Ma essendosi invaghita di un nano-bonazzo, che c’è di strano se bonazza e bonazzo si innamorano?

La mia arrabbiatura si ha quando Legolas “sequestra i documenti” a Gloin. I Nani *in Tolkien* sono estremamnte riservati, tanto da non rivelare a nessuno i propri nomi, spingendosi a incidere i propri nomi “non Nanici” perfino sulle lapidi. E il neozelandese nefasto ci propina un Nano che va in giro con la foto di moglie e figlio – e la Mastercard no?
Nun ja posso fa!

I nostri riescono a fuggire nei barili, prontamente inseguiti dagli orchi. Scenograficamente i combattimenti son molto belli, e godibili. Se non ci si stupisce che gli elfi si facciano prendere di soppiatto dagli orchi, i quali orchi uccidono elfi a piene mani, finché non arrivano i due elfi-ninja (Tauriel e Legolas) a decimarne i ranghi. Mah!

Settecentrotrentumilaquatrocentododici orchi morti dopo, i nostri (tredici nani, un hobbit – i due elfi ninja seguono, un poco staccati) arrivano a Esgaroth. Di questa “fase” mi ricordo Thorin che fa un discorso keynesiano basato sull’aumento di reddito per la città che si avrà quando lui sarà Re sotto la Montagna, Kili ferito (e rimane in città insieme a un altro paio di Nani) curato da Tauriel travestita da Galadriel di terza classe, genioLegolas che tira frecce anche a nemici distanti 40cm ma se incontra Borg dall’altra parte di un vicolo, a decine di metri, estrae la spada.
E poi _quella_cosa.
Quella che credo sarà sempre al top delle cose che non perdonerò al neozelandese nefasto nella seconda trilogia . .. l’athelas ai porci. Un’athelas, tra l’altro, rappresentata come un’erbaccia e non come il cespuglio che è.

Ma riprendiamo il film. Dieci nani e un hobbit si dirigono quindi verso la Montagna solitaria. ma visto che il brodo va allungato, sono di strafretta. Vanno velocissimi verso la porta segreta. Che è … segreta. Peccato che sia molto vicina all’immensa immagine di un Nano scavata nella montagna. Tanto valeva mettere una freccia al neon con la scritta “entrata segreta”. Essendo una entrata conosciuta da pochi, all’interno c’è una bella mappa del regno Nanico. Logico, no?

Ma arriviamo al momento che aspettavo: l’incontro tra Bilbo e il drago. Che Bilbo sia così poco silenzioso (ma non era lo scassinatore?) lo accetto a stento. Che il tesoro sia composto da un numero  elevatissimo di monete d’oro, che mi fa solo domandare quanti cavolaccio di flipper ci fossero a Erebor, nei giorni del suo splendore, anche va giù un po’ a fatica. Che Smaug, novello Paperon de Paperoni, nuoti sotto le monete lo inghiotto (a fatica). Parimenti a stento accetto che non abbia il panciotto di diamanti e pietre dure. Ma che Bilbo non usi l’anello del’invisibilità nell’inconto col drago non lo tollero. E, ancora meno, tollero che il drago lo lasci vivere più di 90 secondi.
Altra scena (altrimenti splendida) mandata parzialmente a donnine allegre
 

Scoperto l’intruso, abbastanza ovviamente inizia un inseguimento dei Nani da parte del drago, inseguimento che mostra come, secondo PJ, la città nanica era una enorme, grandissima caverna suddivisa da grandi divisori, spesso abbattuti dal drago nella sua foga. Il concetto di tunnel e sale laboriosamente scavati nella roccia viva non  è per PJ.

Durante l’inseguimento c’è, a mio parere, l’unica idea sensata parto degli sceneggiatori: combattere Smaug con l’acqua (di raffreddamento). Essendo una splendida idea viene accantonata, preferendo usare dell’oro fuso nelle fucine termonucleari dei Nani. Solo a me viene in mente il terzo Alien, (piombo fuso e acqua)?

Ed ecco che il drago se ne va, e finisce il film, di botto!

Un drago che abbandona dei nemici vivi nella sua tana e va via a menare altri??? Assurdo quasi quanto Bilbo che lo affronta visibile!

E Gandalf, vi chiederete voi? Ho vaghi ricordi. Dà un appuntamento a Radagast in un luogo scomodo e pericoloso solo per dirgli “vai ad avvertire gli altri, nella trappola ci vo’ da solo”; esplora furtivo Dol Guldur  suonando una trombetta, pestando forte i piedi per terra e urlando “Annunciazione! Annunciazione!”
Vabbeh, non è andata esattamente così, ma come livello di furtività non si discosta molto da quello visto nel film; ogni tanto pesta i piedi e urla “Sauron vieni fuori!” o qualcosa di simile

In sintesi, visivamente – l’ho visto in 3d 48fps – “La desolazione di Smaug” è un capolavoro.

Ma, come già Avatar, oltre il treddì c’è poco.