In che ordine leggere le opere di Tolkien?

Premesso che non c’è una risposta univoca adatta a qualunque lettore, personalmente suggerisco di leggere le opere di Tolkien (meglio se il testo originale inglese) nell’ordine di pubblicazione: pertanto Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli e il Silmarillion.
Dopo aver letto questi tre, immagino che il lettore conosca un po’ meglio la Terra di Mezzo di Tolkien e possa autonomamente scegliere come proseguire.

Fornisco ora alcuni spunti di riflessione sul perché scegliere (o non scegliere) come prima lettura ognuno dei tre testi citati:
Lo Hobbit: agile e leggero (circa300 pagine), nasce come “fiaba della buonanotte” dei figli di Tolkien; ha per me il solo rischio di apparire troppo “leggero” al lettore che si avvicini al testo magari avendo letto Signore degli Anelli o avendo visto l’omonima trilogia cinematografica di Jackson;
Il Signore degli Anelli: è il capolavoro di Tolkien che gli ha dato fama in tutto il mondo. Potrebbe essere uno splendido libro per approcciarsi a Tolkien; ma la mole (circa 1500 pagine) potrebbe spaventare un lettore poco esperto; inoltre c’è chi ha trovato difficile superare il Prologo e i primi capitoli, ritenuti “troppo lenti”;
Il Silmarillion: opera postuma del professore oxoniense, è una sorta di “bibbia degli elfi”: inizia con la creazione dell’universo e continua con racconti “prima della storia”, delle guerre degli elfi contro Morgoth nella Prima Era e tanto altro. Un testo meraviglioso ma non facile, a tratti quasi troppo asciutto. Pertanto, lo sconsiglio a chi non apprezzi già Tolkien e voglia sapere di più sul mondo che ha creato

Racconti Incompiuti, Ritrovati, Perduti … ma quanti sono?

I Racconti Incompiuti sono un insieme di testi interrotti (da qui il nome) ma tutti molto interessanti. Come anche le note che li accompagnano

I “Book of Lost Tales I & II”  (in italiano Racconti Ritrovati/Perduti) sono i primi due volumi dei dodici della History of Midlle Earth, insieme di “versioni precedenti”, “versioni abbandonate”, riscritture e brani sparsi degli scritti pubblicati, insieme a un corposo apparato di note.
I Racconti Ritrovati/Perduti sono gli unici volumi della History of Middle Earth tradotti in italiano. Sono, in sintesi, la prima versione (del 1917-27 circa) delle storie che troverai nel Silmarillion

Aragorn a Edoras: una supercazzola?

Il titolo è scanzonato, ma l’interrogativo è serio.

Come mai Aragorn si impunta nel non voler lasciare la spada alla soglia della reggia di re Theodern?

Un motivo “fuori della storia” potrebbe essere che Tolkien volesse citare, modificandola da par suo, l’analoga scena del Beowulf.
“All’interno della storia” un motivo c’è. Come spiega lo stesso Aragorn, avrebbe immediatamente assecondato la richiesta del padrone di casa se avesse avuto una spada altra da Anduril: una spada antichissima (3500 anni, circa), la spada che era stata di Elendil suo avo, un antico cimelio della sua famiglia, un simbolo della sua regalità come erede al trono di Gondor, una spada temuta anche da Sauron. Infine è possibile non si fidasse molto della corte di Edoras “in mano a Vermilinguo” e temesse trafugassero la sua spada. Quindi buone ragioni ne avrebbe avute.

Però è stato pronto a inseguire i rapitori di Merry e Pipino a rischio di perdere la vita (oltre che la spada) in un combattimento tre contro cento. Inoltre Gandalf lascia la sua spada – ben più antica di Narsil/Anduril perché appartenuta al re di Gondolin – senza batter ciglio.

Nel suo libro “Aragorn, J.R.R. Tolkien’s Undervalued Hero” Angela P. Nicholas ipotizza che Aragorn faccia una “messa in scena” (la supercazzola del titolo) per poi rendere più facile ad Hama il violare gli ordini e ammettere Gandalf **col bastone**, con il quale (ma sospetto non solo grazie al quale) Gandalf libera Theodern dagli influssi di Grima. Io concordo con questa ipotesi, che mi rende finalmente comprensibile l’apparentemente inconcepibile (per me) scatto di orgoglio di Aragorn

E voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti!

Dialoghi dentistici (dal film: ‘La battaglia dei cinque eserciti’)

Tauriel : Se questo è amore, io non lo voglio. Toglimelo. Perché fa così male?
Thranduil: Perché è reale.

Ho sempre pensato che, al posto della parola amore avrebbe avuto più senso la parola dente. E la risposta di Thranduil sarebbe stata oltretutto ineccepibile: se fosse stato un dente finto non avrebbe fatto male: fa male perché è un dente vero, non devitalizzato.

Però, come mi è stato fatto notare, la frase ha senso anche se sostituiamo amore con enorme schwanzstucker
🙂